domenica 19 febbraio 2012

Immersioni sub in Oman

In qualita' di istruttrice sub in Oman molto spesso ricevo richieste di informazioni e pareri sulle immersioni in questo paese e spesso mi trovo a riscrivere le stesse email.
Prima o poi dedichero' alle immersioni. Visto che le domande sono molteplici e il materiale svariato devo organizzare l'argomento.
Nel frattempo se avete domande specifiche lasciate un commento.

martedì 7 febbraio 2012

Le tartarughe dell'Oman


Un’occhiata superficiale alle statistiche del blog suggerisce che lí nei meandri della rete in molti cercate disperatamente informazioni sulle tartarughe omanite. Infatti dopo cartine e mappe dell’Oman sembra che la maggior parte dei surfisti virtuali che atterrano su questo blog “googlano” parole chiave come “tartaruge oman”, “oman tartarughe”, “tartarughe oman periodo” insomma avete capito.

Le tartarughe furono infatti menzionate per la prima volta in questo blog nel lontano 2008 quando raccontai della mia prima gita fuori porta. Mi rendo conto che per chi é alla ricerca di informazioni pratiche sulle tartarughe omanite quel post non é molto ultile. Volete dunque le tartarughe? Eccovi le tartarughe.

Cosa
L’Oman é uno dei posti al mondo in cui é possibile assistere alla deposizione e schiusura di uova di tartarughe marine.  Questa escursione puó esser fatta indipendendemente da Muscat affittando un’automobile o con un tour operator (i tours sono offerti da diversi operatori negli alberghi o venduti in forma di pacchetti da operatori internazionali che collaborano con quelli locali). É necessario passare una notte a Ras Al Hadd o Ras Al Jinz.

Dove
L’area interessata si trova lungo la costa attorno a Ras Al Hadd a circa 2 ore ½ - 3 ore di macchina longo la costa a sud di Muscat. La strada per arrivare a Ras Al Hadd é a scorrimento veloce fino a Sur dopo di che si passa a strade locali comunque facilmente percorribili. Le tartarughe si possono osservare visitando la riserva naturale di Ras Al Jinz (necessaria la prenotazione) che si trova a pochi kilometri da Ras Al Hadd anche se ho sentito storie di tartarughini avvistati sulle spiagge adiacenti campeggiando in zona.

Quando
La stagione “ufficiale” della deposizione delle uova di tartaruga in Oman va da Settembre a Dicembre; questo é il perdiodo durante il quale é possibile avvistare la maggior concentrazione di tartarughe, tuttavia le tartarughe depongono uova durante tutto l’arco dell’anno. Ricordo ancora in particolare una visita ad Aprile quando all’alba alzando gli occhi si notavano innumerevoli spruzzi di sabbia salire verso il cielo: varie tartarughe erano ancora alle prese con gli ultimi ritocchi dei loro nidi prima di abbandonarli al loro destino. Sono stata alla riserva di Ras Al Jinz diverse volte in diversi periodi dell’anno. Ho sempre visto almeno una tartaruga.

Come
La riserva naturale di Ras Al Jinz offre visite guidate al pubblico in due orari distinti: la sera alle 9:00 e la mattina alle 4:00 (il tour dura circa 2 ore). La visita consiste di  una passeggiata lungo la spiaggia con uno dei rangers della riserva. Sono necessarie scarpe comode. In caso di problemi di mobilitá consultate il centro prima di prenotare. Di solito alcuni rangers escono in avanscoperta per individuare le tartarughe in azione e avvertono le guide alla base che conducono cosí il gruppo al punto di osservazione. La visita avviene al buio, perché questo é il momento di attivitá. Per evitare di disturbare le tartarughe che depongono le uova o di confondere le tartarughe appena nate che usano la luce della luna per orientarsi e trovare il mare é vietato usare torce o flash per fare foto. Rispettate questa regola e cercate di mantenere gli schiamazzi al minimo. La spiaggia é piena di fosse create dalle tartarughe, camminate con cautela.  Le visite guidate alla riserva sono limitate da un numero massimo di visitatori al giorno. In genere sono sempre stata in gruppi piccoli ma ho sentito storie di gruppi di misure sproporzionate. Gruppo piccolo o grande che sia troverete sempre individui che non si rendono conto che si tratta di uno spettacolo della natura e non un fenomeno da circo! A volte mi chiedo perché non abbiano preferito una serata al cinema. Considerate che l’area della riserva accessibile al pubblico é limitata, si spera che il dirturbo creato alle tartarughe sia minimo e serva a creare piú consapevolezza nel mondo.

Formalitá
Sia che vogliate andare la sera o al tramonto é necessario prenotare la visita in anticipo a causa dei limiti imposti al numero di permessi. A meno che la vostra visita sia stata organizzata da un tour operator dovete prenotare direttamente con la riserva di Ras Al Jinz (il vostro albergo non effettuerá la prenotazione per voi!) Per prenotare potete mandare un’email (in inglese) con la vostra richiesta al servizio prenotazioni della riserva. Tutte le email, i contatti telefonici e una mappa sono reperibili sul seguente link:
Vi risponderanno con un numero di prenotazione che dovrete presentare alla reception quando arrivate e pagate. Il costo della visita l’ultima volta che sono andata era di qualche riale omanita a persona.  Portate contanti: non ci sono bancomat in zona.
E arrivate con anticipo sull’orario di inizio del tour!

Dove alloggiare
Lasciate ogni aspettativa di lusso e comfort a Muscat. Al di fuori della capitale gli standard degli alberghi si abbassano (nonostante  i prezzi rimangano elevati). Non createvi aspettative basate sul prezzo!
Tutte le volte che siamo stati a vedere le tartarughe abbiamo alloggiato al Turtle Beach Resort: una piccola struttura di capanne barasti (tradizionali capanne in foglia di palma: alcune con bagno privato altre con bagno in comune). Preferisco quelle con il bagno privato. Credo abbiano anche recentemente costruito nuove stanze in muratura, ma é un pó che non visitiamo Ras Al Hadd quindi non sono certa.
Questa struttura si trova lungo la laguna di Ras Al Hadd su una piccola e graziosa spiaggia. Le stanze sono semplici. Nel prezzo sono inclusi cena e colazione (la cena tendenzialmente con influenza indiana).
Il Turtle Beach Resort é a circa 20 minuti di macchina dalla riserva di Ras Al Jinz.
Altre opzioni possono essere le stanze affittate direttamente alla riserva di Ras Al Jinz. Non ci sono mai stata ma ho sentito che sono OK ma abbastanza costose per quello che offrono. Il vantaggio di stare qui é principalmente l’evitare di guidare ad orari improbabili per raggiungere il centro delle tartarughe per la visita guidata. Altro vantaggio potrebbe essere quello di avere accesso alla spiaggia della riserva durante il giorno: una bellissima spiaggia.

Ecco una piccola lista di link degli alberghi in zona – tutte le conversazioni possono essere effettuate in Inglese.

Iapo – un ragazzo Italiano che passa 6 mesi all’anno a Ras Al Hadd offrendo ospitalitá Italiana e un’esperienza diversa per il turista avventuroso: devo ancora andarlo a trovare ma ho sentito belle storie, soprattutto sulle sue leggendarie cene! (A. per i dettagli ho bisogno del tuo input!).

Tour Operators
Se avete prenotato un pacchetto viaggi dall’Italia, il tour delle tartarughe sará sicuramente previsto. É un classico. Se state viaggiando indipendentemente ma non avete voglia di guidare, organizzarvi e prenotare da soli ci sono diversi tour operators che offrono tours per visitare le tartarughe e altre parti dell’Oman. Questi possono essere contattati a Muscat oppure anche dall’Italia prima di partire.
Alcuni offrono guide in Italiano. Per tours in Italiano (e non) la mia raccomandazione cade sicuramente su Al Koor Tourism. Un operatore con sede a Muscat gestito da Italiani con anni di esperienza sia in Oman che in Africa. Sanno come prendersi cura dei turisti Italiani e organizzano tours da mille e una notte. Sia che abbiate bisogno di un semplice tour di una giornata da Muscat che di organizzare tutta la vostra permanenza in Oman vale la pena contattarli.  

Foto
Ovviamente per via delle restrizioni sull’uso del flash é difficile, se non impossibile fare foto durante la visita notturna. Io ho usato una SLR con lente veloce approfittando della piccola luce usata dalla guida della riserva. Andando al tour delle 4:00 AM é possibile approfittare del sole che sorge verso la fine della visita.

Se volete una chance di avvistare tartarughe ritardatarie alla luce dell’alba (e vedere la bellissima spiaggia) consiglio il tour mattutino. Una volta ho fatto entrambe i tour (notte e mattina): se proprio vi piacciono le tartarughe perché no? ma sarete assolutamente distrutti il giorno dopo per la perdita di sonno. ;-)

Per concludere

Spero che queste info siano quello che cercavate e che abbiano risposto a molte delle domande. Ma se ne avete ancora altre che rimangono in sospeso, avete notato qualche incorrettezza o avete altre informazioni da aggingere lasciate un commento e aggiorneró il post.

Grazie e buon divertimento!


martedì 24 gennaio 2012

Le 5 professioni top per vivere in Oman

Una delle domande piú frequenti e probabilmente una delle prime domande che ci si sente rivolgere in qualitá di expats in Oman  (dopo il momento di silenzio, la faccia frastornata e la tipica domanda. Oma? Che? Dove?) é: “cosa fai in Oman?”.
Credo che sia una delle domande che odio di piú, principalmente perché quello che faccio qui ancora non l’ho capito nemmeno io.

Capisco tuttavia che la curiositá é legittima: a volte si tratta di curiositá genuina, altre volte é una specie di domanda-sondaggio per capire se effettivamente potrebbe essere un posto da valutare per lavoro e per vivere (in alcuni casi trattasi di curiositá-panico dovuta a una proposta di lavoro rivolta all’altra metá).

Se appartenete alla seconda categoria allora meglio chiarire le cose subito. Questo é un paese che attrae due estremi: da una parte i professionisti ultra specializzati con bagaglio di esperienza (vero o falsificato che sia) destinato as essere pagato a prezzo d’oro e inesorabilmente sprecato dal sistema (non) professionale locale. A questa categoria di solito appartiene l’expat (abbreviazione inglese per “expatriate” ovvero espatriato) occidentale che in generale gode ancora di numerosi privilegi e status quo reminiscenti di un’era vagamente coloniale ormai estinta in altre parti del mondo. Una dimensione che in realtá si assottiglia col tempo e che gli expat di piú vecchia data disperatamente si affannano a proteggere con denti e unghie; all’apice opposto si posizionano i cosí detti “labourers” ovvero la manodopera non specializzata. Il vero motore e forse anche un pó la “rovina” del paese: lavoratori che per pochi soldi fanno tutto quello che nessun altro vuole fare; costruire muri storti sotto il sole cocente, raccogliere la spazzatura che viene gettata dai lucidissimi fuori strada in corsa, esecuzione di lavori domestici in maniera approssimativa e sbadata, riparazioni di qualsiasi genere solitamente atte a rompere tutto il resto e anche lavori che non esistono in altre parti del mondo come il tea-boy (il ragazzo che fa il te in ufficio) o il cartello vivente, ovvero quello che sventola la bandierina al bordo della strada per indicare che ci sono lavori in corso pochi metri piú avanti e la cui vita ha ovviamente un prezzo di mercato inferiore alla segnaletica.

E nel mezzo? Il fenomeno dell’omanizzazione (vi invito a usare Google per capire cosa sia) e non dimentichiamo gli insegnanti (molto spesso mogli di individui appartenenti alla categoria eletta o singles che hanno abbracciato la professione inseguendo la chimera del “free ticket to the world”.

Tutto questo per dirvi che se aspirate a una vita relativamente agiata in Oman (che é fondamentalmente alla base del motivo per cui uno si installa in questa parte del mondo) é meglio che apparteniate ad una delle seguenti categorie:

  • schiavi del petrolio
  • quelli che da bambini giocavano a costruire ponti e strade con il lego (e che hanno realizzato il loro sogno)
  • consiglieri del diavolo
  • diplomatici
  • top-guns

Per il resto, in bocca al lupo.


domenica 22 gennaio 2012

Ricomincio da zero

Mi rendo conto di aver trascurato il blog Italiano e di aver anche un po’ perso di vista lo scopo iniziale per cui era nato, che era quello di tenere amici e parenti aggiornati sulle nostre avventure in Medio Oriente e anche un po’ quello di fornire informazioni su cosa implichi vivere in questa parte del mondo per curiosi e interessati. Rispondere alle domande frequenti...
A distanza di oltre tre anni ancora ricordo i dubbi che ci assillavano prima di fare il grande passo e decidere di mollare (quasi) tutto per trasferirci in Oman. Le domande a cui era cosi’ difficile dare risposte.
Ricordo molto bene le ricerche di blogs e altre informazioni per cercare di farmi un’idea di come sarebbe stata la vita qui. Informazioni difficili da individuare non solo in Italiano, ma anche in Inglese.
La realtá é che nessun blog o sito puó colmare il vuoto creato dalle domande e dai dubbi di chi sta per decidere di lasciare il percorso conosciuto per uno completamente ignoto ma le mie ricerche non furono inutili. Durante le mie ricerche trovai un blog in particolare che fu (e continua ad essere) fonte di informazioni divertentissime, frivole e politicamente scorrette che mi ha regalato tante risate, una cara amicizia e che oggi posso dire e' stato il focolaio del mio network Italiano a Muscat.
Grazie Ale.
Dopo oltre tre anni a Muscat di blogs che in qualche modo aprono una piccola finestra che spia sulla vita degli expats di Muscat ne ho scoperti e ne sono sorti di nuovi ma ancora oggi se mi rivolgo all’oracolo magico di Google blogs e chiedo “vita a Muscat” le risposte in Italiano sono ancora un pó confuse.
Cambiando la frase di ricerca con “vivere a Muscat” fortunatamente ricado sullo storico blog a cui mi affidai tre anni fa... per il resto mi sembra tutto un pó centrato sul turismo.
Insomma questo per dire che ancora oggi non mi sembra ci sia tantissmo materiale in italiano sulla vita da expat in Oman (o se c’é allora é nascosto bene nella rete: il mondo online e in particolare l’argomento dell’ottimizzazione dei siti é comunque nel mio mirino e quindi fa tutto parte dello stesso progetto).
Magari questa non e' esattamente la direzione giusta: dichiaro i lavori in corso.
Questo il mio nuovo focus: bloggare in modo un pó di piú consistente sulla mia esperienza da expat Italiana mentre esperimento con la tecnologia web.

sabato 14 maggio 2011

mercoledì 23 febbraio 2011

L'importanza del paggio (e anche di un po' di buon senso)...


Oggi Dory (cosi’ l’ho battezzata la mia cara Jeep) e’ collassata. In una fitta improvvisa, ha iniziato a fare i capricci e non si accende piu’.

Mi ha un po’ rovinato i piani della la giornata (e ne avevo tanti), incluso il pranzo con AZ.

Poco male, mi trovavo davanti casa e il concessionario che ripara le Jeep e’ dietro l’angolo.

Il problema e’ che avevo una missione veramente importante (come al solito queste cose succedono sempre nei momenti piu’ critici): andare alla posta per spedire una lettera alla la Barclays. Non potevo rimandare perche’ la lettera era urgente, io parto Venerdi per il Dhofar, oggi e’ l’ultimo giorno della settimana lavorativa e l’ufficio postale chiude alle 2:00 del pomeriggio.

Quindi da brava cocciuta che sono ho insistito, girato la chiave, sfogato il piede sull’acceleratore, provato tutte le marce e mi sono compiaciuta anche tanto quando sono riuscita a farla ripartire. Hooray!

Sono andata subito alla Jeep, nella speranza che me la guardassero “on-the-spot”  (cosi' su due piedi - proprio come i meccanici in Italia) e con grande sorpresa devo dire che il tizio  in camicia (chiamiamolo Mustafa) seduto al banco con scritto sopra “fast servicing” si é effettivamente alzato subito ed é uscito per vedere di cosa stessi farneticando. Successo!

Si é seduto in macchina e ha girato la chiave (il motore si e' acceso subito: tipico!) poi ha detto "broblem: engine misfiring".  Ero sinceramente impressionata: solo dal "ruggito" mi sa dire il problema. Sembra una stupidaggine ma qui é veramente un sollievo trovare qualcuno che sembra ci capisca qualcosa del lavoro che fa!

Io: "whatever! Ma quanto é grave??" Tutto quello a cui pensavo era raggiungere il post office x spedire una lettera importante prima che chiudesse (dannate banche inglesi!).

Gli ho menzionato il livello dell'olio basso perche' l'avevo controllato qualche giorno fa ma non sono riuscita ad aggiungerlo perche' evidentemente il tappo del serbatoio e' stato chiuso da Hulk! 

Mustafa ha trovato il fatto molto divertente (non so se trovasse divertente il fatto che sapessi come controllare il livello dell'olio o che non fossi riuscita ad aprire il tappo) perche' ha sfoggiato un ghigno smoderato mentre ripeteva compiaciuto "checked the oil?"

Lo ricontrolla, bruciandosi anche la mano nell’impresa (aggiungendo che il motore e' troppo caldo). Mi mostro genuinamente preoccupata per la sua mano bruciata ma nonostante continui a gurdarsela furtivamente mi dice che non é niente e che non ci morirá. 

OK.

Gli dico che voglio lasciare la macchina per il servizio di revisione completo ma devo andare altrove prima.

Mi chiede dove con aria preoccupata ma quando gli dico Shatti (forse una 15 di KM da casa) dice OK, tira fuori una penna, mi chiede un pezzo di carta e scarabocchia due numeri: il suo e quello del pick up (in caso la macchina si fermi). Andiamo bene!

Avrei dovuto capire, lasciare la macchina li ed usare un taxi, ma stupidamente mi convinco che é OK, che magari il problema non é cosí serio come sembra, senno' Mustafa mi consiglierebbe di lasciare la macchina li subito. 

E poi sono gia' riuscita ad accenderla una volta e il motore e' ripartito davanti a lui senza problemi. Right?

Il cervello era ovviamente offuscato da troppe preoccupazioni (non sono piu' capace di pensare lucidamente, abituata come sono alla mia semplice vita!)

Cosí mi avvio verso Shatti, in “centro citta” (non esiste in realtá un vero centro di Muscat – diciamo che Shatti é una delle aree piú frequentate).

Inutile dire che il tragitto é stato un tormento:  a meta' strada la temperatura é cominciata a salire vertiginosamente, il motore ha iniziato a vibrare in modo smisurato ad ogni pausa semaforo, ho smadonnato ad ogni imbecille che si prendeva la precedenza facendomi perdere il ritmo e alla fine durante il solito “loop” disperato alla ricerca di un parcheggio nell'ora impossibile di Shatti (pranzo) ha anche iniziato ad emettere dei rumori impossibili.

Sembrava un cavallo imbizzarrito.

Povera Dory!

Ho parecheggiato nella speranza di non aver fuso il motore ben consapevole del fatto che probabilmente sarei dovuta rientrare in taxi. 

Ho anche contemplato la possibilita' di pagare uno dei tipi tipi a casaccio che di solito si aggirano come yene offrendo di lavarti la macchina, per guardarmela col motore acceso mentre io ero in posta. 

Ho desistito,  principalmente per via delle mie spiccate capacita' di visualizzazione che mi hanno permesso di immaginare la scena di me sotto il sole mentre cerco di spiegare esattamente in una lingua che non capiscono la semplice mansione per cui voglio ingaggiarli. 

Finalmente ho capito l'importanza del paggio cosi' tanto discusso in societa' (quella Italiana e capricciosa di Muscat per lo meno). 

Inutile dire che al ritorno dall’ufficio postale il motore non ne ha voluto sentire. L’ho dovuta abbandonare li la mia Dory.

Due Riyal di taxi e sono a casa. Quanto saró stupida?

Torneró stasera per vedere se riparte e poi si deciderá sul da farsi.


domenica 15 agosto 2010

ah i giornali!

Ieri non riuscivo a dormire. Mi sono svegliata nel bel mezzo della notte e improvvisamente i pensieri hanno iniziato a frullare per un periodo che é sembrato un’eternitá non sono riuscita a bloccarli. In realtá non credo fossi completamente sveglia ma nel torpore ragionavo ragionamenti troppo roventi perché riuscissi veramente a riposare. Possibilmente l’ozio fisico degli ultimi tempi sta contriubuendo un pó al laborio mentale.

Cosa é successo? Beh, ecco ieri non avendo gran che da fare durante il giorno (e in questi giorni succede molto spesso... conto alla rovescia per la fine del Ramadan) ho aperto dopo qualche tempo i quotidiani Italiani online. Non lo faccio spesso e per questo conto di vivere una vita serena e un pó piú lunga senza preoccupazioni, nella mia bolla di sapone (almeno fino a quando esplode).

Infatti, dopo qualche minuto ho capito perché ogni volta lascio perdere e non ci ritorno per secoli:

1.    In prima linea la “politica” Italiana. Riassunto: non ci si capisce un cacchio. Di nuovo elezioni, governo tecnico? I governi continuano a salire e a cadere mentre i problemi rimangono. É un eterno gioco delle sedie in cui si prendono anche un pó tutti a torte in faccia, ognuno si fa i propri interessi mentre il paese si (s)governa da solo. Il bue dice cornuto all’asino e cosí via. Intanto all’estero siamo lo zimbello di tutti ed é difficile esser presi seriamente.

2.    Poi c’é la cronaca: sembra succedano tutte in Italia. Gli articoli con le storie piú orrende pieni di dettagli macrabi del tutto non necessari, stupri, omicidi, massacri. Forse vivo all’estero da troppo tempo ma questi dettagli mi impressionano (“It’s bad for the soul” qualcuno mi avrá sentito dire). Si, succedono cose abominevili in questo mondo ma anche cose straordinariamente eccezionali e buone; ma quest’ultime non vendono tanto quanto l’orrore. É come una droga: la mente entra in uno stato di assuefazione e il pubblico ha bisogno di una dose sempre piú generosa di orrori che i media servono su un piatto d’argento. I media Italiani sembrano sempre piú dettagliati. Mi ricordo che, anni fa, poco dopo aver lasciato l’Italia mi complimentavo per come i nostri notiziari fossero piú dettagliati e mi lamentavo della BBC, oggi mi raccrapiccia. Mi sa di voyerismo piú che di vero rispetto per la notizia. E a chi interessa il parere dei reporters?

3.    Poi c’é il solito articolo sulla crisi economica; come se gli Italiani abbiano bisogno che venga loro ricordato. La crisi economica in Italia é ormai cronica: c’é piú o meno dalla fine degli anni ’80.

Dopo 5 minuti c’ho la depressione. Poi mi viene da pensarci la notte. Da pazzi.

La sera ho anche acceso la TV per dare un’occhiata ai canali Italiani e per tenermi aggiornata sugli ultimi progressi nel mondo televisivo italiano (??). I telegiornali confermano quello che c’é sui giornali, (e durano anche un'eternita') il resto: quanta spazzatura!

Ma dove siamo finiti? Scherzi a parte, se domani dovessi di nuovo dover andare a votare ma a chi lo do ‘sto voto?

Son passati 14 anni dal fatidico giorno che disgustata dal sistema ma anche con un pó di speranza mi imbarcai su un volo verso un futuro tutto da costruire (all’estero). In realtá speravo che col tempo le cose sarebbero migliorate, mi immaginavo che dopo 10 anni sarei tronata trionfante col mio bagaglio d’esperienza in un paese finalmente maturato.

Non saprei dire se sia effettivamente peggiorato o se guardato da fuori sembri semplicemente peggio di quello che é, perche' cosi' traspare dai media melodrammatici.

Il fatto é che in realtá, guardato da fuori, da disadattata in esilio scelto, il mio paese lo apprezzo di piú; perché ho la fortuna di non dover esser bombardata dalle notizie deprimenti, di non dover esser trascinata nella melma della vita quotidiana. Quando penso all’Italia penso con affetto alla sua bellezza, alla sua fortunata posizione geografica, al clima, alla sua ricca storia, al suo patrimonio artistico, alla cultura, alla tradizione, al cibo, ai porci che rotolano felicemente nel fango (e che poi diventano prosciutti) e al  vino buono che scorre a fiumi. 

Ma aprendo i giornali uno non puó fare a meno di chiedersi: dove sono andate a finire tutte queste cose? Per cosa hanno lottato gli eroi del passato?

Che tristezza.

Che dire? Pondero e me ne vado a fare una passeggiata in spiaggia; tra qualche anno riapro i giornali; tanto ho giá capito che é come un’altra puntata di Beautiful.