mercoledì 18 aprile 2012

Vivere in Oman, o meglio a Muscat

Una delle domande frequenti di chi vive all'estero e' "come si vive a xxxx" (xxxx = rimpiazza con posto a fantasia). 

E' difficile da dire cosi' in quattro parole.

Eccovi una lista delle questioni che molto spesso mi ritrovo a chiarificare con chi non ha avuto il beneficio di scoprire in prima persona questa parte del mondo:

La pioggia
  • Si la maggior parte del tempo qui c’é il sole ma ogni tanto anche  piove (come ieri).
  • Quando piove normalmente si allaga tutto, spesso anche la casa.
  • Quando piove molto é l’evento dell’anno e magari viene anche dichiarata festa nazionale per l’occasione (no non sto scherzando).
  • A volte la pioggia miete vittime: i fiumi in piena e i massi colossali che vengono giú dalle montagne non si fermano per nessuno, soprattutto per quelli che si ostinano ad attraversare i guadi in piena.

Il caldo
  • Si fa caldo. Ma il caldo é diverso a seconda dei periodi dell’anno. Abbiamo un inverno lungo e da invidiare: 6 mesi di clima perfetto con qualche mese circostante leggermente piú caldo ma ugualmente piacevole.
  • L’estate é infernale: per la piú parte trattasi di 3-4 mesi di caldo opprimente.
  • Quando fa caldo non é caldo secco: a Muscat siamo sul mare e d’estate si puó tagliare l’aria a fettine. Alcuni giorni é cosí umido che quando esci da un ambiente climatizzato le mani si inumidiscono come se le avessi immerse in una bacinella d’acqua e gli occhiali (da sole o da vista) si appannano. E i capelli...ah i capelli.
  • D’estate anche il vento é bollente: come un asciuga capelli in faccia.
  • D’state il volante della macchina ti brucia le mani e devi stare attento a non bruciarti col metallo della cintura di sicurezza.
  • I ristoranti all'aperto chiudono per la stagione: nessuno si sogna di mangiare all'aperto, nemmeno la sera. 
  • D'estate il refrigerio della notte puo' significare 40c e 80% di umidita'.
  • Su in alta montagna ci sono almeno 10 gradi di meno e meno umidita'.
  • Lungo la costa a sud le temperature sono piú miti e nella regione del Dhofar piove durante l’estate. Insomma con l'aria condizionata e posti strategici si puo' trovare rifugio. 

Le donne e abbigliamento
  • No non mi devo coprire dalla testa ai piedi per andare in giro: una maglietta a maniche corte e una gonna al ginocchio sono piú che sufficenti
  • In spiaggia, a bordo piscina e in barca mi metto in bikini.
  • No, non tutte le donne indigene sono coperte dalla testa ai piedi e guardano il mondo da dietro una tendina. Alcune portano l’abaya (il tipico vestito nero) e hijab (il foulard in testa), altre portano il burka (ma non é cosí diffuso a Muscat), altre portano vestiti occidentali e il coprono la testa con l’hijab, altre si vestono completamente all’occidentale e non coprono la testa. Le donne del deserto e all’interno del paese spesso portano vestiti molto colorati.
  • Le donne possono lavorare ed esistono donne manager e in politica.

La religione
  • Non é proibito praticare religioni che non siano Musulmane: ci sono chiese Cristiane e Templi Indu; Fa eccezione qualsiasi cosa o persona che abbia a che fare con il Giudaismo. Quella materia proprio non va qui.
  • La religione é un elemento costante e determinante della vita delle persone del posto: pregano 5 volte al giorno. Non importa dove o cosa stiano facendo, se é possibile mollano tutto e pregano: mi é capitato di vedere commessi di negozi di arredamento inginocchiati in preghiera tra i mobili o beduini sulle dune del deserto. Ma anche quando ero in Inghilterra avevo colleghi che usavano una stanzatta vuota dell’ufficio per le loro preghiere giornaliere. Totalmente normale. Se non possono pregare nel momento ufficiale non é la fine del mondo: possono recuperare alla prossima occasione.
  • La religione é anche alla base della vita sociale e lavorativa: é normale che  documenti e contratti legali inizino con una lode ad Allah.
  • Nonostante la religione sia un elemento onnipresente, insindacabile e fondamentale della vita in questo paese  nessuno cerca di convertirti e in generale la religione non é un argomento discusso quando si incontrano persone del posto.
  • Durante il Ramadan cambia tutto: orari strani, ristoranti chiusi nelle ore diurne, bisogna coprirsi di piú, non si puó mangiare e bere in pubblico durante le ore diurne. La maggior parte degli occidentali scelgono questo periodo per andare in vacanza altrove! Ancora non mi spego come alcuni turisti scelgano questo periodo per venire qui in vacanza. Il potere dell’ignoranza/disinformazione.
  • Le date del Ramdan variano di anno in anno in base al ciclo della luna. Se l’agente di viaggio offre prezzi stracciatissimi fatevi qualche domanda e investigate.
L’alcohool, i bar e il maiale
  • L’Oman NON é un paese “dry” ovvero si puó bere alcohool, lo servono in ristoranti e bar che hanno una licenza e i residenti stranieri (non musulmani) possono ottenere una licenza (sembra un pó un libretto di risparmi della posta!). La licenza deve essere mostrata alle enoteche per poter acquistare le bottiglie e presenta il limite mesile di spesa a cui abbiamo diritto (di solito il massimo assoluto é in relazione al salario mensile). L’eccezione alla regola ovviamente esiste durante Ramdan: niente alcol (a parte quello che avrete giudiziosamente accumulato nella vostra cantina privata a casa).
  • Il maiale non é una “sostanza illecita” semplicemente le presone del posto non lo posssono/vogliono mangiare o anche toccare. Tuttavia si puó acquistare in supermercati che hanno specifiche zone dedicate alla carne di maiale; zone ideate per evitare la “contaminzaione” delle altre vivande.
  •  Il maiale puó anche essere servito in alcuni ristoranti (che seguiranno delle procedure rigide e ben stabilite in cucina per evitare la contaminazione delle pietanze) in tal caso la presenza di questo ingrediente viene ben evidenziato sul menu. Un elemento sempre apprezzato dall’occidentale residente.
  • Essendo un mercato particolare e specialistico ovviamente la carne di maiale viene fatta pagare a peso d’oro e non é nemmeno delle qualitá migliori. Per esempio 6 fettine di pancetta (bacon inglese piú che altro) possono arrivare a costare tra i 10 e i 12 EUR. Bisogna veramente averne voglia! Quello congelato costa un pó meno... molti ne portano un pó dai loro paesi d’origine quando vanno in vacanza.
  • Se ti beccano a guidare con anche una sola goccia di alcohool nel sangue passi almeno una notte in prigione; se fai un incidente con alchool nel sangue sei automaticamente colpevole (anche se uno ti si schianta addosso mentre sei fermo al semaforo).


La libertá, la stampa e cose simili
  • No, la libertá di stampa non esiste. Per lo meno non come la intendiamo noi in Occidente; ma vivendo quí ho scoperto che la stampa in occidente é una grande presa per i fondelli e i giornalisti si inventano un sacco di storie. Tanta incompetenza. Non ci credo piú. I blog e l’internet a volte sono un mezzo di informazione piú efficace, anche se bisogna sapere come trovare e smistare le informazoni (altrimenti anche li tanta, tanta spazzatura!).
  •  Telefoni, email, internet: é tutto un grande fratello constantemente sotto l’occhio delle autoritá.
  • Skype é considerato illegale e viene bloccato.
  • I siti internet considerati inopportuni vengono bloccati. 
  • Il contenuto dei containers e i pacchetti della posta vengono controllati: se vi fate mandare una rivista con immagini “inopportune” un ufficiale provvederá a renderla piú accettabile coprendo tutto ció che é inopportuno con un pennarello nero: questa é la censura. Ma fin ora non mi ha mai condizionata.

In compenso: 

  • Gli stipendi e la vita qui sono esentasse.
  • La benzina costa 20 centesimi al litro
  • La casa la paga il datore di lavoro, le bollette pure e tante altre cose (ma questo puó variare da contratto a contratto).
  •  La casa te la pulisce la domestica, cosí come ti stira le camicie.
  • Qualsia cosa non ti vada di fare c’é sempre qualcuno disposto a farla per te a prezzi piú che ragionevoli
  • Ogni weekend sembra una mini vacanza
  • C’é sempre un parcheggio in cittá per il tuo fuoristrada.

E voi dove vivete? Come si vive li?











lunedì 2 aprile 2012

Lapponia: albergo di ghiaccio, aurora boreale e altre avventure glaciali

La guida di fronte a noi, senza fare un fiato fa un gesto per invitarci a voltare lo sguardo  verso la foresta.

Attenta a non perdere il controllo stringo la presa da dentro i guanti spessi mentre giro la testa incuriosita: tra gli alberi si intravede una renna; il suo busto avvolto in una fitta pelliccia splende sotto i raggi del sole che penetrano furtivamente attraverso i rami del sottobosco.

Completamente immobile ci osserva passare; la sua posa marmorea é in netto contrasto al nostro ritmo veloce e al movimento armonico dei cani.

Una volta giunti a destinazione la guida ci informa che se ci fossimo fermati le renne sarebbero corse via e i cani avrebbero iniziato ad abbaiare, rompendo tutta la magia del momento. Uno sguardo fugace é tutto quello che potevamo permetterci; per quanto breve, questo incontro é abbastanza per risvegliare in me un gran senso di gioia.

Sono in momenti come questi, quando sono totalmente immersa nella natura, che mi sento veramente viva.

Abbiamo lasciato sole, mare e il caldo dell’Oman, il paese che attualmente chiamiamo casa, per sperimentare paesaggi e avventure che non potrebbero essere piú diversi da quelli di dove viviamo: stiamo guidando slitte trainate da cani attraversando i laghi ghiacciati e le foreste di Jukkasjärvi, in Lapponia. A 200 km a nord del circolo polare artico, siamo in Svezia alla ricerca dell’Aurora Boreale, a visitare il famoso Hotel di Ghiaccio e alla volta di altre avventure glaciali.

Una vacanza davvero indimenticable!

Bilanciati sulle code delle nostre slitte (a ognuno la sua) controlliamo la velocitá mentre i cani si lanciano in una corsa frenetica verso la nostra destinazione. Completamente presi dal loro passatempo preferito, sembrano in trance; niente li distrae, se non brevemente la sete, che alleviano affondando il muso sulla neve fresca al lato del sentiero non appena la slitta rallenta quando buttando tutto il peso del corpo sui freni ci prepariamo ad una curva o semplicemente cerchiamo di mantenere il controllo.

Non si fermano nemmeno se cadiamo; per fortuna c’é René, la nostra guida ed esperto conduttore (detto musher in inglese), posizionato strategicamente davanti a noi con una muta di cani piú grande.

Quando i cani corrono regna il silenzio, interrotto solo dalla slitta in trazione e dal ticchettio delle loro zampe frenetiche.

Immersi in questo paesaggio da favola e incantati dalla surrealitá del momento ci lasciamo trasportare verso il nostro rifugio: un gruppo di casette di legno incastonate tra la neve in un remoto angolo di bosco. Quí non c’é né acqua corrente, né elettricitá: una volta sistemati i cani, la nostra guida si trasforma in cuoco, maggiordomo e oste impeccabile, regalandoci momenti indimenticabili.

Siamo l’unica coppia del tour; le nostre impronte sulla neve fresca, la sauna, la cena a lume di candela: tutto é estremamente romantico.

Arriviamo poco prima del tramonto e mentre René accende le stufe a legna, prepara la cena e tira acqua ghiacciata dal pozzo ci sollazziamo tra la neve fresca, a volte cosí alta da dover lottare per uscirne.

In silenzio seguiamo il percorso del sole mentre sparisce dietro gli alberi dall’altra parte del lago ghiacciato in un’esplosione di colori, prima di ritirarci al caldo della sauna dove, avvolti dalla luce fiammeggiante della stufa ,ci abbandoniamo al rilassamento totale.

Poco piú tardi nella penombra notturna, avvolti dal silenzio ovattato del paesaggio innevato ci lasciamo stregare dalle luci danzanti dell’Aurora Borealis fino a quando non arriva il sonno e ci rendiamo conto che non stavamo sognando.

Non c'è niente di più esaltante per me che svegliarmi al mattino circondata dalla natura.

I miei viaggi e le mie avventure più indimenticabili sono quelli che mi portano il piú vicino possibile alle meraviglie della natura e quelli all’insegna della semplicitá.

Quando il peso superfluo dei miei beni materiali appare improvvisamente chiaro per il solo fatto che non mi mancano. É in quei momenti che riesco a stare in silenzio e a scoprire gli aspetti piú nascosti di me stessa.

Lontana dal chiasso della vita urbana ogni volta scopro qualcosa in piú di me stessa, mentre mi perdo e mi ritrovo, nel sentirmi così piccola eppure immensa, parte di un  intricato ecosistema.

Naturalmente capisco che tutto ció é facile a dirsi quando si sa che tutte le comoditá, anche quelle che non avevamo osato sognare, sono a portata di mano. Non mento, sono consapevole della mia fortuna ed eternamente grata alla vita per tutte le incredibili opportunitá che continua ad offrirmi.

Assaporo ogni momento come fosse l’ultimo boccone.

Divergo. Scusatemi.

Una volta rientrati all’Hotel di Ghiaccio facciamo il check-in; finalmente scopriamo in quali delle camere fiabesche passeremo la notte a 5 gradi sotto zero: Art Suite 302 - Frozen Love (Amore Congelato: non suona cosí romantico in Italiano, ma vi assicuro che dormire in una stanza fatta interamente di ghiaccio é un’esperienza unica).

Con lo scendere della notte la mia ansia sale. A malincuore mi infilo calzamaglie e veste termiche, seguiti da un orribile pigiama in pile, calzini e cappello, prima di ritirare uno spessissimo sacco a pelo dalla reception (quella al caldo, non quella di ghiaccio).

Nel terrore di patire il freddo perdo ogni interesse di mantenere una quel che sia di apparenza anche remotamente chic. Non mi piace tirarmi indietro davanti a una sfida e anche in questo caso é mia intenzione andare fino in fondo, ma non sono esattamente convinta che riusciró a dormire.

In particolare il ricordo di una nottata insonne alle prese col freddo durante una gita in campeggio nel deserto un fine Dicembre del 2010 continua a tormentarmi. Se non ce l’ho fatta allora non vedo come possa dormire qui a -5c.

Seguo tutte le istruzioni del tour pomeridiano “come dormire al freddo”: evitare l’umiditá (il piú acerrimo nemico al freddo), prendere il sacco a pelo solo quando si é pronti ad andare a dormire e...non bere.  La prospettiva di doversi alzare durante la notte, ri-vestirsi, attraversare corridoi di ghiaccio e uscire all’esterno dove le temperature sono ben al di sotto dei -5 gradi (quella notte -19c per l’esattezza) semplicemente per andare al bagno in un altro edificio e poi riniziare la trafila per tornare a letto, non si presenta per niente divertente. In ogni caso bere abbastanza vodka al punto da illudere la mente che non faccia piú cosí freddo avrebbe comunque un costo proibitivo. Inutile provare.

Seguo tutti i suggerimenti come un fedele devoto: col sacco a pelo avvolto attorno a testa e spalle procedo verso l’esterno come una Maddalena del ghiaccio. All’interno del fiabesco palazzo di ghiaccio attraverso corridoi di purissima acqua cristallizzata e ragiungo la nostra suite; il nostro museo privato notturno é decorato da arte unica e in continua trasformazione che sopravviverá solo fino alla fine di questo inverno.

Ogni anno l’albergo ritorna alle sue origini: goccia a goccia si riunisce alle acque dell’adiacente fiume Torne; per poi risorgere in nuove e fantastiche forme d’arte l’inverno seguente.

Una volta dentro il sacco a pelo le mie ansie spariscono. Ho quasi troppo caldo e devo togliermi il brutto pigiama in pile.

Avvolti nei nostri sacchi a pelo come due bozzoli di farfalla restiamo per un pó seduti sulle pelli di renna che coprono il materasso, assuefatti dalla magia del momento e ammutoliti in totale contemplazione.

Ancora una volta il sonno ci solletica, é arrivato il momento di spegnere le luci. Mi addormento col sorriso sul viso.

Al mattino quando mi sveglio l’aria frizzante sul viso, la luce soffusa e qualche voce in lontananza attutita dalle pareti di ghiaccio mi ricorda dove siamo.

Ancora per poche ore, oggi ci riavviamo verso casa.

Che vacanza indimenticabile! 

******

Per maggiori info sull'Albergo di Ghiaccio visitate il sito ufficiale
Tutto il viaggio, le prenotazioni, spostamenti aerei, transfers sono stati organizzati da me contattando direttamente i fornitori dei servizi. Sapendo l'inglese e' possibile. 

Per quelli che leggono l'inglese la mia recensione su Trip Advisor offre qualche dettaglio in piu' e alcuni consigli pratici. 




martedì 27 marzo 2012

Alla faccia dell'aiuto domestico

Siamo reduci di una vacanza nella Lapponia svedese. Esperienza fantastica di cui ho gia' parlato sulla versione inglese del blog. Ho in conto di raccontarvi delle nostre avventure nel circolo artico anche in Italiano ma nel frattempo vorrei condividere con voi questa simpatica conversazione con una conoscente Omanita ieri sera che in qualche modo offre uno scorcio sulla vita in Oman e i personaggi che popolano questo mondo.


[...]
Lei: ahhh stiamo lavorando veramente tanto. Dalla mattina alla sera. Odio lavorare.
Io: Capisco (non esattamente). E con la bambina come fai quando sei al lavoro? (riferendomi alla sua bambina nata pochi mesi fa per la quale precedentemente menzionava il duro lavoro che comporta).

Lei: ah la lascio da mia mamma. 

Mi menziona che anche sua sorella ha avuto una bambina a brevissima distanza da lei (non ricordo se a distanza di una settimana ma poco importa) e che anche lei la lascia con la madre.

Per un momento contemplo l'immagine di una mamma alle prese con neonati attorcigliati ai drappi di un'elegante Abaya.

Io: ma avete una maid, no? (domanda retorica)

Nota: per chi non ne fosse al corrente, la maid e' la domestica/badante/il maggiordomo.  Nonostante da noi si limiti a pulire casa, racconti popolari (e casuale osservazione) mi fanno dedurre che la maid e' pronta a occuparsi di tutto quello che non volete fare nella vita: dal piu' comune pulire casa  (soprattutto durante e dopo i vostri festini indulgenti) a raccogliere il giornale dalla soglia di casa, da spingere il carrello al supermercato, ad accendere il motore della macchina in piena estate per riportare la temperatura interna a livelli vivibili prima che ci entriate voi, da portare a spasso il cane, a badare alla prole. Le possibilita' sono infinite, sembra che basti essere solamente un po' creativi.

Alcuni l'assumono part-time (come noi); altri, soprattutto chi ha bambini (expat inclusi) assumono una maid a tempo pieno che vive in una delle molteplici stanze del loro castello di famiglia.

Lei: si si. Naturalmente! (riferendosi al fatto di avere una maid)

Io: ah ecco (sospiro di sollievo)

Non ricordo bene come siamo finite a parlare di sua sorella ma poco dopo aggiunge:

Lei: mia sorella ha due maids.

Io: due? uh? che? (non ricordo piu' la motivazione che mi ha dato perche' ne avesse due ma dopo la sua spiegazione mi sembrava plausibile avere due governanti che quasi mi vergognavo ad ammettere che ne ho solo una part-time).

Cerco di apparire disinvolta e nascondere l'espressione da pesce ad occhi sgranati. 

Poi aggiunge, probabilmente spronata dalla mia incapacita' di mantenere compostezza: mia mamma ne ha 3.

Io


Lei: si insomma: ha due maids e un cuoco.

Io: (ah beh si normale allora). Fantastico. E io che avevo immaginato tua mamma disperata alle prese con i tuoi bambini e quelli di tua sorella. Mi sa che invece le maid corrono dietro i bambini mentre tua madre legge marie claire.

Il marito di lei (europeo): haha [la immaginavi] come le mamme europee!?!

Ride mentre tiene una caraffa di birra in una mano e un piatto di canape' nell'altra (ci stiamo sgozzando a sbaffo ad una delle solite cene mondane - pseudo business networking - di Muscat): 

Lei: si, esattamente. (riferendosi al mio commento sulla mamma che legge le riviste).

Storie di vita in Oman...

sabato 24 marzo 2012

Facebook: semplici regole per mantenere la popolarita'

La necessitá di pubblicare alcune regole basilari per l’utilizzo di Facebook si manifesta con intensitá crescente giorno dopo giorno. Non resisto piú. Per favore se siete riusciti a creare un conto personale e accedete regolarmente al sito emancipatevi su alcune regole basilari per evitare di irritare i vostri contatti e passare per dei babbioni dell'Internet:

1 – Mi Piace: questo bottone esiste per indicare che qualcosa pubblicato da altri vi piace. Evitate di piacervi, non fate proprio una gran bella figura!

2 – Aggiornamenti bacheca: a nessuno (e ripeto Nessuno) interessa avere un resoconto minuto-per-minuto di quello che state facendo durante una qualsiasi giornata della vostra esistenza (tipo descrivere dettagliatamente quando vi siete fatti un panino,  le peripezie per rimuovere la lattuga rimasta tra i denti etc.)... aggiornamenti frequentissimi sono accetti nel caso di avventure al polo nord, lanci nello spazio o simili (in tal caso sarei piuttosto curiosa di sapere anche come andate al bagno).

3 – Spam/$$$ per ogni click: se ancora non fosse chiaro FB non da soldi a nessuno per aver cliccato o diffuso spam (messaggi indesiderati). Le malattie rare non guariscono attraverso i vostri click. Una grande quantitá di spazzatura e storie inventate continuano a girare e sprecare la banda internet grazie al vostro intervento. A volte basta una semplice ricerca su Google per confermare che si tratta di una balla. Per favore non fate la figura dell’imbecille/disinformato virtuale. Fate una breve ricerca e in caso di dubbio NON pubblicate/ NON cliccate!

4 – Tesoro mi ami?: scambiare messaggi smielati su FB con la vostra dolce metá dopo aver raggiunto o superato il 17esimo compleanno é segno di:
a) ritardo mentale (e credetemi i risultati con le vostre amicizie/conoscenze su FB non saranno gli stessi di Peter Griffin: http://www.youtube.com/watch?v=KB7LTvbY4z8
b) superficialitá del rapporto
Datevi un appuntamento a casa e chiaritevi!

5 – Applicazioni e giochi: se vi piace giocare a FarmvillaggioAngry Chickens gimme five fate pure, ma per favore non mandate inviti a destra e sinistra. Tra l’altro rendetevi conto che ogni volta che accettate di scaricare queste applicazioni date il consenso all’accesso dei vostri dati, foto e altre informazioni personali a terzi senza sapere come i vostri dati saranno utilizzati. Felici voi....

Ci sono molte piú regole ovviamente ignare a molti Facebookkisti ma per ora la lista finisce qui. Aggiorneró il post in futuro prendendo spunto dalla mia vita virtuale quotidiana. Se avete suggerimenti vi consiglio di aggiungere un commento. 

Ta, ta (come dicono gli Inglesi).

domenica 19 febbraio 2012

Immersioni sub in Oman

In qualita' di istruttrice sub in Oman molto spesso ricevo richieste di informazioni e pareri sulle immersioni in questo paese e spesso mi trovo a riscrivere le stesse email.
Prima o poi dedichero' alle immersioni. Visto che le domande sono molteplici e il materiale svariato devo organizzare l'argomento.
Nel frattempo se avete domande specifiche lasciate un commento.

martedì 7 febbraio 2012

Le tartarughe dell'Oman


Un’occhiata superficiale alle statistiche del blog suggerisce che lí nei meandri della rete in molti cercate disperatamente informazioni sulle tartarughe omanite. Infatti dopo cartine e mappe dell’Oman sembra che la maggior parte dei surfisti virtuali che atterrano su questo blog “googlano” parole chiave come “tartaruge oman”, “oman tartarughe”, “tartarughe oman periodo” insomma avete capito.

Le tartarughe furono infatti menzionate per la prima volta in questo blog nel lontano 2008 quando raccontai della mia prima gita fuori porta. Mi rendo conto che per chi é alla ricerca di informazioni pratiche sulle tartarughe omanite quel post non é molto ultile. Volete dunque le tartarughe? Eccovi le tartarughe.

Cosa
L’Oman é uno dei posti al mondo in cui é possibile assistere alla deposizione e schiusura di uova di tartarughe marine.  Questa escursione puó esser fatta indipendendemente da Muscat affittando un’automobile o con un tour operator (i tours sono offerti da diversi operatori negli alberghi o venduti in forma di pacchetti da operatori internazionali che collaborano con quelli locali). É necessario passare una notte a Ras Al Hadd o Ras Al Jinz.

Dove
L’area interessata si trova lungo la costa attorno a Ras Al Hadd a circa 2 ore ½ - 3 ore di macchina longo la costa a sud di Muscat. La strada per arrivare a Ras Al Hadd é a scorrimento veloce fino a Sur dopo di che si passa a strade locali comunque facilmente percorribili. Le tartarughe si possono osservare visitando la riserva naturale di Ras Al Jinz (necessaria la prenotazione) che si trova a pochi kilometri da Ras Al Hadd anche se ho sentito storie di tartarughini avvistati sulle spiagge adiacenti campeggiando in zona.

Quando
La stagione “ufficiale” della deposizione delle uova di tartaruga in Oman va da Settembre a Dicembre; questo é il perdiodo durante il quale é possibile avvistare la maggior concentrazione di tartarughe, tuttavia le tartarughe depongono uova durante tutto l’arco dell’anno. Ricordo ancora in particolare una visita ad Aprile quando all’alba alzando gli occhi si notavano innumerevoli spruzzi di sabbia salire verso il cielo: varie tartarughe erano ancora alle prese con gli ultimi ritocchi dei loro nidi prima di abbandonarli al loro destino. Sono stata alla riserva di Ras Al Jinz diverse volte in diversi periodi dell’anno. Ho sempre visto almeno una tartaruga.

Come
La riserva naturale di Ras Al Jinz offre visite guidate al pubblico in due orari distinti: la sera alle 9:00 e la mattina alle 4:00 (il tour dura circa 2 ore). La visita consiste di  una passeggiata lungo la spiaggia con uno dei rangers della riserva. Sono necessarie scarpe comode. In caso di problemi di mobilitá consultate il centro prima di prenotare. Di solito alcuni rangers escono in avanscoperta per individuare le tartarughe in azione e avvertono le guide alla base che conducono cosí il gruppo al punto di osservazione. La visita avviene al buio, perché questo é il momento di attivitá. Per evitare di disturbare le tartarughe che depongono le uova o di confondere le tartarughe appena nate che usano la luce della luna per orientarsi e trovare il mare é vietato usare torce o flash per fare foto. Rispettate questa regola e cercate di mantenere gli schiamazzi al minimo. La spiaggia é piena di fosse create dalle tartarughe, camminate con cautela.  Le visite guidate alla riserva sono limitate da un numero massimo di visitatori al giorno. In genere sono sempre stata in gruppi piccoli ma ho sentito storie di gruppi di misure sproporzionate. Gruppo piccolo o grande che sia troverete sempre individui che non si rendono conto che si tratta di uno spettacolo della natura e non un fenomeno da circo! A volte mi chiedo perché non abbiano preferito una serata al cinema. Considerate che l’area della riserva accessibile al pubblico é limitata, si spera che il dirturbo creato alle tartarughe sia minimo e serva a creare piú consapevolezza nel mondo.

Formalitá
Sia che vogliate andare la sera o al tramonto é necessario prenotare la visita in anticipo a causa dei limiti imposti al numero di permessi. A meno che la vostra visita sia stata organizzata da un tour operator dovete prenotare direttamente con la riserva di Ras Al Jinz (il vostro albergo non effettuerá la prenotazione per voi!) Per prenotare potete mandare un’email (in inglese) con la vostra richiesta al servizio prenotazioni della riserva. Tutte le email, i contatti telefonici e una mappa sono reperibili sul seguente link:
Vi risponderanno con un numero di prenotazione che dovrete presentare alla reception quando arrivate e pagate. Il costo della visita l’ultima volta che sono andata era di qualche riale omanita a persona.  Portate contanti: non ci sono bancomat in zona.
E arrivate con anticipo sull’orario di inizio del tour!

Dove alloggiare
Lasciate ogni aspettativa di lusso e comfort a Muscat. Al di fuori della capitale gli standard degli alberghi si abbassano (nonostante  i prezzi rimangano elevati). Non createvi aspettative basate sul prezzo!
Tutte le volte che siamo stati a vedere le tartarughe abbiamo alloggiato al Turtle Beach Resort: una piccola struttura di capanne barasti (tradizionali capanne in foglia di palma: alcune con bagno privato altre con bagno in comune). Preferisco quelle con il bagno privato. Credo abbiano anche recentemente costruito nuove stanze in muratura, ma é un pó che non visitiamo Ras Al Hadd quindi non sono certa.
Questa struttura si trova lungo la laguna di Ras Al Hadd su una piccola e graziosa spiaggia. Le stanze sono semplici. Nel prezzo sono inclusi cena e colazione (la cena tendenzialmente con influenza indiana).
Il Turtle Beach Resort é a circa 20 minuti di macchina dalla riserva di Ras Al Jinz.
Altre opzioni possono essere le stanze affittate direttamente alla riserva di Ras Al Jinz. Non ci sono mai stata ma ho sentito che sono OK ma abbastanza costose per quello che offrono. Il vantaggio di stare qui é principalmente l’evitare di guidare ad orari improbabili per raggiungere il centro delle tartarughe per la visita guidata. Altro vantaggio potrebbe essere quello di avere accesso alla spiaggia della riserva durante il giorno: una bellissima spiaggia.

Ecco una piccola lista di link degli alberghi in zona – tutte le conversazioni possono essere effettuate in Inglese.

Iapo – un ragazzo Italiano che passa 6 mesi all’anno a Ras Al Hadd offrendo ospitalitá Italiana e un’esperienza diversa per il turista avventuroso: devo ancora andarlo a trovare ma ho sentito belle storie, soprattutto sulle sue leggendarie cene! (A. per i dettagli ho bisogno del tuo input!).

Tour Operators
Se avete prenotato un pacchetto viaggi dall’Italia, il tour delle tartarughe sará sicuramente previsto. É un classico. Se state viaggiando indipendentemente ma non avete voglia di guidare, organizzarvi e prenotare da soli ci sono diversi tour operators che offrono tours per visitare le tartarughe e altre parti dell’Oman. Questi possono essere contattati a Muscat oppure anche dall’Italia prima di partire.
Alcuni offrono guide in Italiano. Per tours in Italiano (e non) la mia raccomandazione cade sicuramente su Al Koor Tourism. Un operatore con sede a Muscat gestito da Italiani con anni di esperienza sia in Oman che in Africa. Sanno come prendersi cura dei turisti Italiani e organizzano tours da mille e una notte. Sia che abbiate bisogno di un semplice tour di una giornata da Muscat che di organizzare tutta la vostra permanenza in Oman vale la pena contattarli.  

Foto
Ovviamente per via delle restrizioni sull’uso del flash é difficile, se non impossibile fare foto durante la visita notturna. Io ho usato una SLR con lente veloce approfittando della piccola luce usata dalla guida della riserva. Andando al tour delle 4:00 AM é possibile approfittare del sole che sorge verso la fine della visita.

Se volete una chance di avvistare tartarughe ritardatarie alla luce dell’alba (e vedere la bellissima spiaggia) consiglio il tour mattutino. Una volta ho fatto entrambe i tour (notte e mattina): se proprio vi piacciono le tartarughe perché no? ma sarete assolutamente distrutti il giorno dopo per la perdita di sonno. ;-)

Per concludere

Spero che queste info siano quello che cercavate e che abbiano risposto a molte delle domande. Ma se ne avete ancora altre che rimangono in sospeso, avete notato qualche incorrettezza o avete altre informazioni da aggingere lasciate un commento e aggiorneró il post.

Grazie e buon divertimento!


martedì 24 gennaio 2012

Le 5 professioni top per vivere in Oman

Una delle domande piú frequenti e probabilmente una delle prime domande che ci si sente rivolgere in qualitá di expats in Oman  (dopo il momento di silenzio, la faccia frastornata e la tipica domanda. Oma? Che? Dove?) é: “cosa fai in Oman?”.
Credo che sia una delle domande che odio di piú, principalmente perché quello che faccio qui ancora non l’ho capito nemmeno io.

Capisco tuttavia che la curiositá é legittima: a volte si tratta di curiositá genuina, altre volte é una specie di domanda-sondaggio per capire se effettivamente potrebbe essere un posto da valutare per lavoro e per vivere (in alcuni casi trattasi di curiositá-panico dovuta a una proposta di lavoro rivolta all’altra metá).

Se appartenete alla seconda categoria allora meglio chiarire le cose subito. Questo é un paese che attrae due estremi: da una parte i professionisti ultra specializzati con bagaglio di esperienza (vero o falsificato che sia) destinato as essere pagato a prezzo d’oro e inesorabilmente sprecato dal sistema (non) professionale locale. A questa categoria di solito appartiene l’expat (abbreviazione inglese per “expatriate” ovvero espatriato) occidentale che in generale gode ancora di numerosi privilegi e status quo reminiscenti di un’era vagamente coloniale ormai estinta in altre parti del mondo. Una dimensione che in realtá si assottiglia col tempo e che gli expat di piú vecchia data disperatamente si affannano a proteggere con denti e unghie; all’apice opposto si posizionano i cosí detti “labourers” ovvero la manodopera non specializzata. Il vero motore e forse anche un pó la “rovina” del paese: lavoratori che per pochi soldi fanno tutto quello che nessun altro vuole fare; costruire muri storti sotto il sole cocente, raccogliere la spazzatura che viene gettata dai lucidissimi fuori strada in corsa, esecuzione di lavori domestici in maniera approssimativa e sbadata, riparazioni di qualsiasi genere solitamente atte a rompere tutto il resto e anche lavori che non esistono in altre parti del mondo come il tea-boy (il ragazzo che fa il te in ufficio) o il cartello vivente, ovvero quello che sventola la bandierina al bordo della strada per indicare che ci sono lavori in corso pochi metri piú avanti e la cui vita ha ovviamente un prezzo di mercato inferiore alla segnaletica.

E nel mezzo? Il fenomeno dell’omanizzazione (vi invito a usare Google per capire cosa sia) e non dimentichiamo gli insegnanti (molto spesso mogli di individui appartenenti alla categoria eletta o singles che hanno abbracciato la professione inseguendo la chimera del “free ticket to the world”.

Tutto questo per dirvi che se aspirate a una vita relativamente agiata in Oman (che é fondamentalmente alla base del motivo per cui uno si installa in questa parte del mondo) é meglio che apparteniate ad una delle seguenti categorie:

  • schiavi del petrolio
  • quelli che da bambini giocavano a costruire ponti e strade con il lego (e che hanno realizzato il loro sogno)
  • consiglieri del diavolo
  • diplomatici
  • top-guns

Per il resto, in bocca al lupo.