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venerdì 22 giugno 2012

Tempo libero: attivita' per sopravvivere al caldo estivo in Oman


Mi rendo conto di non essere stata molto attiva sul blog ultimamente.

La mia scusa è che l'estate è arrivata e questo non è un periodo particolarmente attivo quindi non ho gran che da raccontare, ma questa é solo parte della ragione.

In realtá sono piuttosto impegnata con la mia nuova posizione di voluntaria Business Manager presso un’associazione di beneficenza locale, con le mie lezioni di kitesurfing (ho anche fatto il mio primo salto!) e altri impegni vari.

Normalmente l'estate non è il periodo più entusiasmante in Oman. Le temperature sono infernali (45c sono all’ordine del giorno ma si va ben oltre) e l'umidità, che può salire ben al di sopra del 50% rende il tutto ancora piú insopportabile.
L'altro giorno per esempio faceva particolarmente caldo: ho controllato WeatherPro e diceva che la temperatura percepita era di 52c. Ci ho creduto.

Come potete immaginare questo non è il momento di vagare spensieratamente sotto il sole; e visto che Muscat (e l’Oman in generale) é un posto principalmente ideale per le attivitá all’aria aperta, diventa un pó difficile trovare qualcosa di interessante da fare nel tempo libero in questo periodo dell’anno.

La capitale non ha molto da offrire in termini di stile di vita metropolitano: i negozi sono pochi e noiosissimi , i ristoranti dopo quasi quattro anni qui stanno diventando un pó ripetitivi e andare al cinema ogni settimana a vedere film censurati e di poca scelta non rientra nella mia idea di divertimento.

Quelli che possono se ne vanno per l’estate: la città letteralmente si svuota non appena il periodo scolastico termina; e quando arriva il Ramdan anche il resto fugge. Si blocca tutto: lezioni in palestra, corsi, eventi. I ristoranti all’aperto chiudono.

Rimane poco da fare ai poveri disgraziati boccati in cittá.

Non tutto è perduto tuttavia. Ecco un piccolo elenco di suggerimenti su come occupare il tempo durante il fine settimana o il tempo libero per sopravvivere all'estate infernale Omanita:

  • Campeggi in montagna: lo scorso fine settimana eravamo a Jebel Al Akhdar. A 2300m di altitudine ci ha accolto la pioggia (sì la pioggia; ma non per tutto il weekend! Giusto il necessario per un diversivo). Le temperature si aggiravano tra i 23c e i 25c. É il posto ideale per sfuggire al caldo e se non vi piace campeggiare ci sono anche alberghi.
  • Approfittate delle tariffe promozionali estive e fate vita da nababbi a uno dei molteplici hotel di lusso di questa regione. Durante l’estate le tariffe alberghiere sono particolarmente attraenti (ancora di piú se avete una resident card locale). Vi posso assicurare che il caldo si sopporta molto meglio stando a mollo in una piscina a temperatura controllata con un mojito in mano.. Le tariffe per i residenti del GCC al Chedi Muscat per esempio partono da OMR 88,920 per una doppia (colazione e tasse incluse, offerta valida fino a fine Settembre).
  • Fate un salto a Dubai per fare shopping (4 ore e ½ di auto da Muscat): ancora una volta sfruttando le tariffe alberghiere agevolate vale la pena fare una visita ai nostri vicini Emirati e passare ore a vagare in uno dei molteplici centri commerciali nel comfort di ambienti condizionati. L’alternativa allo shopping puó essere sguazzare in uno dei due famosi parchi acquatici di Dubai e terminare la giornata sorseggiando aperitivi e cenando in uno dei tanti ristoranti che la cittá offre.
  • Trascorrete un pomeriggio mangiando e bevendo al brunch  in uno degli alberghi di lusso a Muscat (ma anche a Dubai!). Il brunch é praticamente un pigrissimo pranzo esteso che vi assicurerebbe l’ammissione al cerchio dei golosi nell’ipotetico Inferno di Dante.
  • Saltate in barca e trascorrete un pomeriggio a sguazzare o a fare snorkeling nel mare tiepido di Bandar Al Khyran
  • Fate immersioni sub o iniziate un corso e sperate in un incontro ravvicinato con uno squalo balena: questa é la stagione e un cliente che ho mandato al mio diving di fiducia la scorsa settimana ne ha visto uno di 10m!
  • Iscrivetevi a un corso di Kitesurfing e imparate a controllare l’aquilone gigante a Muscat (sulla spiaggia di Azaiba) o durante un kite safari lungo la costa a sud di Muscat (presto ne faró uno e vi potró dire com’é).
  • Approfittate delle onde che grazie ai monsoni sud-asiatici raggiungono le coste a sud di Muscat e fate surfing ad Aseela (3 ore di auto da Muscat).
  • Visitate Salalah e sperimentate un Oman completamente diverso durante il Khareef: la stagione dei monsoni nel sud del paese porta nebbia, pioggia, campi verdeggianti e temperature piacevoli. Ci siamo stati l'anno scorso per 4 giorni all’inizio di settembre ed è un’escursione che consiglio vivamente.
  • Stemperatevi in uno dei Wadi: alcuni fiumi in Oman hanno un continuo flusso di acqua doce e fredda. Il mio preferito per questo periodo dell’anno é Wadi Hawasinah/Wadi Ad Dil (conosciuto anche col nome di “The Chains” per la serie di catene imbullonate nelle rocce per aiutare a scalarle). Ci vuole un pó di destrezza a scavalcare i grandi massi ma il wadi é quasi tutto all’ombra, il percorso é quasi tutto in acqua e non bisogna fare troppa distanza per raggiungere la bella piscina naturale con la cascata. L’unico consiglio é quello di portarvi dei guanti di cotone per proteggere le mani: toccare una roccia roccia esposta al sole é l’equivalente di posare una mano su una piastra rovente! Le istruzioni su come arrivarci si trovano nella guida “Oman Off Road Explorer” che troverete nelle edicole locali.
  • Allenatevi o fate una lezione di arrampicata  sulla parete attrezzata degli uffici di Muscat Diving and Adventure Centre in Al Khuwair
Salalah durante il Khareef

Per il momento questo é quanto. 

lunedì 14 maggio 2012

Destinazione Sifah: ovvero come diversificare un'uscita in barca da Muscat


Sono giorni che rimugino su come raccontarvi della nostra ultima uscita in barca.

É da qualche anno ormai che abbiamo la barca. Sembrerá strano ma, dopo ripetute visite a Bandar Khayran, la graziosa baia dove di solito passiamo interi pomeriggi a sguazzare in acqua e a consumare bevande e snack d’ogni genere da pericolanti bar gallenggianti, a volte mi colgo a pensare che uscire in barca stia diventando un pó ripetitivo. Chi l’avrebbe mai detto?

Lo scorso weekend dopo un pó di brainstorming abbiamo dunque avuto la brillante idea di fare qualcosa di diverso: uscita in barca a visitare e a pranzare al Sifawy Boutique Hotel, un nuovo albergo inaugurato recentemente e che si aggiunge alla crescente lista di alberghi di lusso del Sultanato (la locale ed infallibile strategia per il turismo sembra puntare tutta sul lusso. A che serve diversificare?).

Sifawy Boutique Hotel é il primo albergo operativo e parte di un progetto ambizioso per la costruzione di un complesso turistico di dimensioni non indifferenti e che, in un futuro non identificabile (nonstante il sito web non aggiornato fornisca date di fantasia) comprenderá anche un Banyan Tree, un Missoni Hotel e un Fours Seasons hotel.


Il nuovo albergo si affaccia su un grazioso porto turistico quindi andare fino a Sifah (una bellissima area sulla costa non lontano da Muscat) e pranzare al ristorante del nuovo albergo ci sembrava un’idea perfetta per passare una giornata calda e afosissima e sperimentare un pó di vita mondana stile set cinematografico.

Dopo una cinquantina di minuti di navigazione lungo la costa entriamo nel porticciolo. La prima impressione é positiva: le basse strutture che circondano il porto sono graziose (paragonabili a una perfetta manicure francese): nascondono i lavori ancora in (gran) corso sul retro mentre permettono una vista panoramica sul bellissimo sfondo di montagne; il posto mi ricorda un pó i villaggi turistici in Egitto; in particolare mi ricorda El Gouna; e non c’é da meravigliarsi visto che entrambe i progetti sono stati partoriti da ORASCOM.

Foto scattata da C.



Ci accingiamo ad attraccare. A parte un altro paio di imbarcazioni che sembrano far parte della decorazione non ci sono altre barche attorno, tutto é impeccabilmente nuovo e deserto e non si muove una mosca: visto il caldo, l’afa e l’ora del giorno (pranzo) non mi sorprendo. Ci mettiamo una decina di minuti a decidere dove attraccare e in che posizione finché un ragazzo improvvisamente appare sul molo e tenta di darci qualche istruzione del tipo “li,la,lu” puntando a casaccio a seconda di dove gira la barca.  Dopo tremila manovre (e meno male che non c’era nessun altra imbarcazione) finalmente scendiamo da questa benedetta barca. Sono un fiume di sudore, ho fame e non vedo l’ora di essere sotto un condizionatore.

Abbandoniamo la barca in cerca di refrigerio...



Il ristorante a primo impatto é proprio carino. Anche la piscina e gli ambienti attorno.



Apriamo il menú. Ci sono i vini! E i soliti prezzi convenientemente inflazionati al 400%; come as esempio Prosecco Zonin a 25 OMR – ovvero circa 50 EUR. Ma avere accesso a bevande alcoliche é un fatto notevole; chi se ne frega se il prezzo é ridicolo: atterrare in un ristorante con licenza alcolica e non bere nemmeno una goccia é sacrilegio. E poi siamo o  non siamo i Forresters in una puntata di Beautiful? Dopo pochi minuti appare una bottiglia di vino sul tavolo.

Scrutiniamo il resto del menu con interesse. Quanto mi piace quando in Oman cercano di essere “fancy”. In inglese questo termine sta ad indicare qualcosa di sproporzionatamente elaborato, uno sforzo cosciente nel distinguersi.  Google traduce il termine letteralmente con la parola “fantasia”;  in questo caso si tratta decisamente di un menú di fantasia.

Sono indecisa tra “Tuna sashimi burger” o “Tuna sandwich”; burger esotico o panino col tonno, ma... badate bene non un panino con tonno qualunque: il panino promette salsa avocado-pomodoro e rucola che di solito sono ingredienti sufficienti ad influenzare una mia eventuale indecisione. Ma sono proprio curiosa di questo sashimi burger (in realtá dalla descrizione so che non si tratta di sashimi ma di una fetta di tonno che dovrebbe, a seconda delle capacitá dello chef, esser cotta in superficie e rosa dentro).

Non sono la sola ad esser curiosa cosí partono gli ordini debitamente ripetuti dalla nostra cameriera recentemente importata dal Myanmar e col tipico accento la cui decifrazione mi richiede uno sforzo non indifferente:
-         2 Sashimi Burgers (uno é il mio)
-         1 panino tonno (quello speciale)
-         1 fish & chip (l’inglese perde il pelo...)

Dieci minuti dopo arriva un cameriere diverso: “hem, scusate” pausa e sguardo perplesso “per il Sashimi burger... hem...possiamo farne solo uno perché e’ finito il pane per questo panino”.

Tuna Sashimi Burger

Mentre il resto del tavolo entra in uno stato di agitazione sul da farsi il mio cervello inizia a computare una serie di domande che non avranno mai risposta.

Tipo:
  • ma da dove se lo faranno portare il pane? 
  • Perché non hanno il pane?  (immagino il camion pieno di pane affianco a tutti gli altri rottami che seminano i fondi dei burroni lungo le strade tortuose che portano a Sifah).
  • Mi sembra una cosa facile da fare in casa, credevo che tutti i ristoranti se lo facessero da soli.
  • Perché non offrono di usare gli stessi ingredienti ma con un pane diverso?
  • Magari me lo prendo senza pane, tanto lo lascio sempre io il pane dell’hamburger....

Tutto inutile. Uno degli altri commensali ha giá cambiato l’ordine. Un’opportunitá per provare qualcosa di diverso dal menu fancy: pesce con un trio di hummus, mutabal e un’altra delle solite pozioni mediorientali normalmente servite con pane “pitta”, il tipico pane arabo.

Il cameriere parte soddisfatto e le aspettative al tavolo crescono (anche se non le mie. Col tempo ho imparato ad accogliere i nuovi arrivi nella scena culinaria di Muscat con contenimento e sospetto).

Arrivano le portate: mi cade l’occhio sulle gocce d’olio che ovviamente sfuggono al cameriere e che volano in un flusso continuo dal piatto che sta portando dritte sul cuscino a pochi centimetri dai pantaloni di C. Che é seduta affianco a me. Olio impertinente che si lascia trascinare dalla forza gravitazionale!

Meno male che siamo in uno stabilimento a 5 stelle: i cuscini assorbono tutto e ci sono sempre tanti tovaglioli sul tavolo vuoto affianco. Phew. Il cameriere puó tranquillamente continuare a servire il resto del tavolo senza bisogno di prestare attenzione a certi particolari.  

C. esamina il suo panino col tonno in silenzio. Osservo la scena: un’ “insalatina” di peperoni tagliati a julienne rossi e verdi guarniscono il piatto. Forse sono un tentativo di rimpiazzare la salsina avocado-pomodoro (col colore ci siamo) perché della salasina non c’é traccia, nemmeno all’interno del panino che tra l’altro é stato assediato da una foglia di lattuga gigante che, dopo aver lottato esacerbatamente con la rucola, deve averla eliminata.

Tuna sandwich quiz: trova avocado e rucola.
Guardo il mio sashimi burger: non mi dispiace. Mi sembra ci siano tutti gli ingredienti.

C. decide che il panino deve tornare in cucina ma entra in uno stato di fibrillazione all’ennesimo ed invano tentativo di ingaggiare un cameriere a cui affibbiarlo.

Quando ci riesce inizia la saga: in pochi minuti abbiamo una carrellata di camerieri che vanno e vengono, tutti piú o meno incapaci di far fronte alla situazione.

Nel frattempo G. si accorge che il pane pitta non é mai arrivato. Nonostante lo abbia giá fatto presente a due camerieri che si sono allontanati dal tavolo con aria confusa e non sono mai tornati.

C. si irrita sempre di piú, mentre G. in imbarazzo continua ad imprecarla a denti stretti di tenere il volume basso.

Effettivamente il nostro tavolo sembra esser diventato l’intrattenimento del momento.

Le suggerisco di far chiamare il manager (almeno quello sará competente le dico, senza troppa convinzione).

Quindi arriva il manager: “Happy”. Non scherzo, questo é il nome sulla targetta che indossa; l’ironia della vita a volte...

Sono piegata in due dal ridere per tutta la situazione, ma niente mi prepara a quello che segue: C. si lamenta col manager che il panino non é quello che ha ordinato perché a parte il pane e il tonno il resto degli ingredienti manca. Il tipo in risposta, sfoggiando immediatamente tutta la sua incompetenza, inizia col balbettare che l’avocado é spalmato sul pane all’interno del panino; se non sapessi che é impossibile, direi di aver visto a quel punto getti di vapore uscire dalle orecchie di C.

C. e' cittadina del mondo ma orginaria dell'Isola. Famosi per il loro temperamento contenuto e' difficile vedere i britannici agitarsi, ma dopo 12 anni di vita a Londra, posso dirvi con certezza che alcuni esemplari sono capaci di alzare un gran polverone se istigati correttamente. Niente li irrita di piu' di disservizi e incompetenza.

Scopriamo che anche il pane pitta di G. é terminato.

Suggerisco a G. di attaccare il nostro cestino del pane prima che lo trasferiscano ad un altro tavolo alla ricerca di glutine.  

Il mio panino in compenso non é male e S. dice che il suo fish & chips é OK.

C. nel frattempo da istruzioni al manager su come risolvere la situazione e finalmente riesce ad ordinare una pietanza alternativa.

Tutto sembra tornare ad un’apparente stato di calma.

Finisce l’acqua frizzante. Anche quella é  “fancy”. Quell’acqua stupida e costosa imbottigliata in quelle bottiglie cretine che non si capisce mai se é liscia o frizzante: devi proprio leggere l’etichetta. C. punta alla bottiglia vuota e chiede al cameriere di portarne un’altra.

Sono veramente cattiva perché in quel momento prevedo esattamente cosa succederá ma non faccio niente per evitarlo. Cosí anche quella bottiglia d’acqua fa storia.

Siamo proprio un tavolo problematico!

Non voglio annoiarvi con altri piccoli dettagli, come gli ordini dei dolci sbagliati..

E non voglio nemmeno infierire o sembrare ingiusta. Bisogna dare almeno un punto al manager, Felice, che alla fine, per scusarsi dell’inconveniente toglie la portata di C. dal conto e sconta il resto delle pietanze del 50%.

Paghiamo, torniamo in barca, ci fermiamo a una delle baie lungo la costa e affoghiamo il ricordo delle ultime due ore passando uno spassoso pomeriggio in acqua, rilassandoci e ridendo sul'accaduto come solo noi sappiamo fare (e chi l'ha provato sa a cosa mi riferisco)... 



Ragazzi, questa si che é stata un’uscita in barca diversa!